Buon 8 marzo, donne! Bando alle ciance, lo sappiamo bene che le donne andrebbero festeggiate e rispettate ogni singolo giorno e non solo l’8 marzo, ma voglio comunque celebrare l’immensità dell’universo femminile con tre bei suggerimenti di lettura. Quindi, questo 8 marzo seguirò lo slogan “No alle mimose! Sì ai libri!” e vi parlerò di tre titoli in particolare, ognuno con un suo perché.

Libri da leggere per la festa della donna

C’è chi dice di volerti bene, Sara Gazzini

Inizierei con “C’è chi dice di volerti bene” di Sara Gazzini (Harper Collins), un libro scoperto quasi per caso e che poi ho amato alla follia.

Siamo a Firenze, in un seminterrato in cui si incontrano le “Innamorate Anonime”, un gruppo di donne che ha deciso di iscriversi al seminario di una psicologa pronta a dare consigli per liberarsi dalle pene e dalle dipendenze d’amore. Inizialmente ognuna di loro prova imbarazzo ad aprirsi e a svelare le proprie debolezze, ma poi, cadute le maschere, una per volta racconta la sua storia senza veli. Sono otto donne diverse con otto storie diverse, per cui risulta difficile non immedesimarsi almeno in una di loro. Sara Gazzini smaschera i retroscena della psicologia femminile con molta leggerezza e delicatezza, sapendo essere profonda quando serve, ma mai stucchevole, tanto che, alla fine, anche la superpsicologa racconterà la sua storia, non proprio senza macchia come si potrebbe pensare.

Questo è ciò che mi affascina delle donne: la capacità, alla fine, di sdrammatizzare, di reagire, di farcela.

Chiamatelo girl power, ma alla fine è vero: ce la facciamo sempre!

C'è chi dice di volerti bene

Eredità, Lilli Gruber

Il secondo titolo che vi vorrei suggerire è “Eredità” di Lilli Gruber (Rizzoli), che mixa storia, coraggio e un po’ di sana biografia romanzata.

La Gruber ripercorre la storia della sua famiglia, originaria dell’Alto Adige, raccontando la vita e le sfide della sua bisnonna Rosa Tiefenthaler, una donna forte e molto legata alla sua terra. Rosa vede davanti a sè il mondo che cambia, vede il luogo in cui vive passare da austriaco ad italiano e, soprattutto, vive le due Guerre Mondiali. Diventa madre sei volte, viene sradicata da Pinzon, il suo paese di nascita e deve anche cercare di comprendere le idee di Hella, la figlia affascinata dalle idee naziste del Fuhrer. Insomma, non una vita facile quella di Rosa, ma sicuramente intensa e piena di sfide. Lilli Gruber descrive la sua bisnonna Rosa come un esempio di figura femminile da seguire, che non si arrende mai e lotta per i suoi ideali con tutte le forze possibili.

La ascoltava spiegare i segreti della vita, imparava la saggezza per celebrarne la bellezza, il coraggio per affrontarne i dispiaceri. È così, di voce in voce, che sopravvive la memoria del mondo.

Eredità Lilli Gruber

Venere in metrò, Giuseppe Culicchia

L’ultimo libro che vi consiglio è “Venere in metrò” di Giuseppe Culicchia, edito da Mondadori. Questo libro parla di Gaia, trentottenne della Milano da bere, con tanto di figlia, marito, amante e vita piena di agi. All’improvviso il mondo di Gaia si ribalta: il marito scopre l’amante e presto si trova a dover fare i conti con la vita vera, senza lustrini e troppi fronzoli e pure senza lavoro e soldi.

Dopo un primo momento di totale sconforto Gaia ce la fa, si rimbocca le maniche e riparte da zero, imparando ad apprezzare le cose che ci sembrano sempre più banali della vita, come prendere il metrò. Culicchia la descrive come un personaggio quasi tragicomico, ai limiti dell’assurdo, ma con un cuore e una forza d’animo grandi e potenti che la faranno rialzare dopo la brutta caduta.

Venere in metrò

Concludo con un appello agli uomini: alle vostre bookaholics regalate libri, non mimose… L’odore delle pagine di un libro è imbattibile!

 

 

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